pagina di diario pavese

Ho l’enorme sospetto che quando finiranno i problemi, le situazioni da affrontare, da risolvere o da organizzare, quando non ci saranno più cambiamenti all’orizzonte e una certa stabilità regnerà nella mia vita -se sarò fortunato- sarà quando mi troverò nella condizione di uno di quei vecchi che attendono stancamente che i loro giorni semplicemente finiscano. Nelle altre ipotesi potrei andarmene prima che tutto sia finalmente al suo posto.
Poichè allora è questa la mia vita e questa è la mia condizione, odiare gli smazzi è infantile. Allo stesso modo, sperare che un giorno sarà tutto finito, è irrealistico e incoerente. Ci metterei il tempo di una canzone ad annoiarmi a morte e a cercare qualcos’altro da risolvere (anche se devo ammettere che passare la vecchiaia in coma, con le sole orecchie funzionanti e in grado di ascoltare senza sosta la musica conosciuta in una vita è stuzzicante come idea. ok, sto divangando).

Forse l’unica cosa da fare è mantenere il giusto atteggiamento e accettare che risolta una faccenda se ne complicherà un’altra. E questo per tutto il tempo che riesco a immaginare, perchè probabilmente è questa la mia natura. La questione è: accettare il proprio destino, per Sfruttare meglio i momenti di pausa/stacco/relax, senza caricarsi di inutili attese e godendo di quando mi dimentico del modo in cui è strutturato il mio pensare.

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