Il mostro

Anche questo è un post riciclato. Solo che è stato pubblicato sul mio precedente blog che oramai non c’è più e mi andava di metterlo, giusto per ricordarmi che una volta ho scritto un video musicale e ora non riesco più ad ascoltarla come dico io. Lo inviai persino a Ermal Meta, sperando di vederlo realizzato..me la sono cavata con dei complimenti e un autografo sul cd quando sono venuti a suonare a Catania. Male male non è, la canzone cerco di metterla o di linkarla, così si può controllare se i tempi li ho presi bene. Anche perchè, rileggendola, non si capisce molto senza aver presente la canzone.

Assieme le prime note della chitarra (la versione a cui mi riferisco è quella chitarra e voce, con qualche nota di piano, del cd) si inquadra la stanza: un ricco salotto con due vetrine fornitissime di oggetti e bicchieri di cristallo. A ognuno dei lati c’è uno della lfdc seduto, Ermal è invece in piedi dietro a una cornice di legno che a prima vista sembra una porta, e suona. Di fronte a Ermal, rannicchiata sul pavimento e appoggiata alla parete, c’è una bambina.

Trema qui di fronte a me – primo piano sul sussulto delle spalle della bambina
Stringe i pugni per non piangere– primo piano sui pugni che si stringono con forza, come quando soffochi un incazzatura tremenda all’interno del palmo, primo piano sulle dita che affondano nella carne del palmo
Chiude gli occhi– primo piano solo sullo sguardo della bambina, mai inquadrata ancora per intero, sui suoi occhi che si chiudono.
E pensa che sia solo un incubo distante. Finge di essere così dura, forte senza lacrime – Ermal mentre canta guarda la bambina con tenerezza, a metà fra lo sguardo di un padre e quello di un fratello maggiore
Ma io so che è fragile e per questo lei odia me– la bambina in tutta risposta digrigna i denti, si alza, apre la prima vetrina e..
Schiantami addosso – comincia a lanciare gli oggetti verso Ermal
Sorrisi di vetro– che si schiantano su di lui senza apparentemente toccarlo. Piano, in sottofondo alla canzone,soffocata dalla stessa, si sentono le urla di lei mentre scaglia il contenuto della prima vetrina
Raschia il mio volto se ne vuoi ancora – visto l’insuccesso, Giovanni, impassibile sulla sua sedia mentre guarda la bambina assieme agli altri tre come farebbero degli angeli custodi, porge alla bambina una grossa spada medievale
Con lame d’argento abbatti il mio corpo– la bambina si gira lanciando la spada dal basso verso l’alto, la spada rimbalza su Ermal spezzandosi, una crepa visibile sull’immagine delle sue gambe
Il mostro si sgretola – come una statua bombardata, le gambe di Ermal cadono letteralmente in frantumi . Lui con la stessa affettuosa espressione continua a cantare, il suo busto adesso è sostenuto da gambe più brevi e più esili
Gravitano intorno a lei pianeti oscuri che conquisterà– la bambina ha un impercettibile guizzo di soddisfazione in viso per le sue gesta. Ma lo sguardo, l’espressione di Ermal, lo fanno svanire in un’altra smorfia di rabbia.
Per poi farne casa se non troverà un altro me– si gira e si dirige sicura verso la seconda vetrina, armeggia per aprirla
Finge di essere così di essere così dura forte senza nome– la bambina raccoglie i primi oggetti e si gira: un piatto in una mano, un calice in un altra
Ma io so che è fragile e per questo lei odia me– a svuotare sull’immagine del mezzo Ermal con ancora più foga, gli oggetti si rompono senza apparentemente sfiorarlo
Schiantami addosso– la bambina continua
Sorrisi di vetro Raschia il mio volto se ne vuoi ancora– fino a svuotare anche questa seconda credenza
Con lame d’argento, abbatti il mio corpo – Bernardino le porge una spada, più leggera e maneggevole, che lei gli conficca con forza nel cuore
Il mostro si sgretola– la spada questa volta fa breccia, ma come una statua, anche il busto di Ermal cade a terra in pezzi
Schiantami addosso– ma il corpo di una bambina sostiene la testa di Ermal, unico rimasuglio di una statua ormai distrutta. In mano ha ancora la chitarra e continua a cantare
Sorrisi di vetro– …canta la testa di Ermal sopra il corpo di una bambina. la bambina dall’altra parte invece urla, molto oltre una crisi di nervi.
Raschia il mio volto – e assesta un colpo molto ben piazzato sull’ultima parte di Ermal, ma a rompersi è la spada
E se ne vuoi ancora – ma lei non si da per vinta, si gira verso Emanuele che le mette in mano un pugnale piccolo e sottile
Con lame d’argento abbatti il mio corpo– da dov’è, lancia il pugnale. Direzione: testa di Ermal. Centro, della fronte
Il mostro si sgretola – ..canta ancora Ermal poco prima che la faccia si sgretoli e cada in frantumi assieme allo specchio verso cui fin’ora la bambina ha rivolto tutti gli oggetti

Schermo nero fino a
Mi vedi ora? – dietro lo specchio, la bambina attonita scopre un’immagine identica di sé. Che canta:
Mi vedi ora? Mi vedi ora?- la metà rivelata si avvicina cantando con la voce di Ermal

Avvicina le mani al vetro

Mi vedi ora? – tocca il vetro
Mi vedi ora? -Anche la “bimba furiosa” lo tocca
Mi vedi ora?

Mi vedi… -in un flash brevissimo, un secondo al massimo si vede Ermal che tocca la mano della sua immagine allo specchio, la stanza è immacolata, nessun resto dell’inferno scatenato dalla piccola peste.

Schermo nero

Il Mostro

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