Senza mani

Giorni esageratamente pieni, preludio del prossimo periodo di esami che sarà, si spera, intenso. E quindi, come se fosse una prova, ho deciso di scaldare i motori, attaccando tra loro le giornate e prendendo spesso sonno col sole (che in realtà in questo momento è la mia sveglia migliore). Senza sosta, alla ricerca del numero esatto delle mie forze.
Un po’ di cambiamenti si sono inseriti e si stanno inserendo, ma mi piace. Se c’è una cosa che è sicura di tutta questa mia avventura al nord-Italia (inclusi gli ultimi mesi di “raccolta fondi” in Sicilia, prima di partire) è che non sto riuscendo ad annoiarmi. Per carattere, ho la tendenza a non mollare nulla e a cercare di far entrare più cose possibili nelle giornate. Sono uno di quei giocolieri che appena ha imparato, anche se a malapena, a far volteggiare tre birilli, cerca subito di mettere il quarto; un bambino che non appena ha imparato a pedalare non vede l’ora di esclamare “senza mani!”. Poco importa se i birilli poi cadono o se a cadere, anche piuttosto rovinosamente, sono io.
Gli inglesi, infatti, con l’espressione “have a crush”, non intendono soltanto gli incidenti.

E quindi si va, diviso tra l’ascoltare i segnali di stanchezza  e gli inviti a rallentare che mi manda continuamente il mio corpo, e la fame incredibile che mi sveglia al mattino e mi continua a seguire fino a che, parecchie ore dopo, poso la testa di nuovo sul cuscino

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