Trouble

Devo uscire, devo uscire da qui. Questo luogo non sopporta il rumore di cui ho bisogno, questo luogo non è in grado di rilassarmi.
Così prendo le chiavi, la giacca e un cd dei Coldplay. In queste situazioni ascolto sempre Sing dei Travis ma oggi non mi va.
E mentre Chris attacca con le note di Trouble direttamente nella mia macchina, io esco dal garage.

Oh no, I see a spiderweb is tangled up with me,
And I lost my head, and thought of all the stupid things I said

Sì, è proprio vero, ne ho dette e fatte di cazzate oggi però…però non volevo, assolutamente, fare quello che ho fatto. Ma non è mai facile da spiegare, né tanto meno da dimostrare. E quindi oggi, mentre giro senza meta, giro senza meta anche nella mia testa, cercando una soluzione in un pessimo stato di umore. Sono le situazioni in cui vai a pensare in qualche posto, magari davanti al mare o da qualche parte all’aperto, o nella quiete della tua stanza (se hai una stanza che te lo permette), oppure vai a parlare con un amico.
Ma oggi no, voglio stare in giro fino a che non sto meglio. Da soli io e la musica.

Oh no, what’s this? A spiderweb and I’m caught in the middle
And I turned to run, i thought of all the stupid things I’ve done
And ah, I never meant to cause you trouble,
Ah, I never meant to do you wrong
Ah, if I ever caused you trouble
Then oh no I never meant to do you harm.

Che casino, che casino…faccio davvero poco caso alla strada. E sento ancora qualcosa. Questa frase mi fa pensare a quella volta che sono andato avanti a bere fino a che non sentivo più niente…questa volta però non ho intenzione di bere, non è la soluzione migliore. Anzi, se proprio volete saperlo, bere per dimenticare è il modo migliore non togliersi una cosa dalla testa. E poi sto guidando.
Io alzo il volume, tanto sono in macchina. Al diavolo gli altoparlanti scadenti che pomperanno vibrazioni astruse, al diavolo chi vedrà passare una carretta che rimbomba a palla i… Coldplay.
Eccolo il modo per non sentire niente, per poter pensare senza quella sensazione opprimente che mischia orgoglio ferito e senso di colpa.
Io canticchio mentre lo stereo urla, stono pure, tanto a stento mi sento io stesso. Alzare il volume è la soluzione: le sensazioni hanno qualcosa con cui tenersi occupate. Con le orecchie piene e la mente sgombra posso iniziare a ragionare

Oh no, I see, a spiderweb and its me in the middle
So I twist and turn, but here I am in my little bubble

E pensare che non volevo e che mi spiace, pensare a come sto e al perché, in effetti sembra non essere cambiato molto. Ma è abissale la differenza dal pensare queste cose provandole e dal pensarle e basta: si sta un po’ meglio.
Ad ogni modo mi sto concentrando troppo, perché sono riuscito a sentire, nonostante le urla di Chris, qualche clacson. Non devo guidare molto bene oggi, pazienza.

Singing out, ah I never meant to cause you trouble,
Ah, I never meant to do you wrong
Ah, if I ever caused you trouble
And ah, I never meant to do you harm

Ma sì dai, ripartirò, ce la farò. Alla fine non è così grave, passerà e tutto tornerà al suo posto.  Sorrido pensandoci, sorpassando la macchina davanti la mia. Ma è a doppio senso la strada, pazienza: stavo pensando ad altro.
Però il tipo con cui sto per avere uno scontro frontale non la penserà allo stesso modo.

Quando riapro gli occhi in realtà è come se ne aprissi uno solo, da una parte vedo tutto rosso. Mi tocco la fronte, è vetro e devo essermi tagliato, allora ci può stare che non ci vedo. Dall’altra, invece, vedo un po’ male, ma la botta sarà stata forte, suppongo.
Mi giro per vedere che fine ha fatto l’altra macchina, così mi accorgo che ho ancora la cintura e che probabilmente mi sono rotto qualche costola. L’altra macchina è a qualche metro di distanza, accartocciata. Fortunatamente il conducente è sceso e guarda il suo rottame con le mani sulla testa. A proposito di rottame, come sta la mia carretta? Mi rigiro, faccio caso ai vetri rotti e dal parabrezza in frantumi vedo quel che resta del davanti della mia auto. Penso proprio che la potrò buttare, tutta sfasciata e col motore che fuma…
L’autoradio, invece, funziona ancora. Suona allo stesso volume come se non fosse successo niente.  E’ curioso, quasi comico, che la radio stia continuando a suonare. Sorrido e ricomincio a canticchiare quel che resta, mentre con la coda dell’occhio “buono” vedo il signore dell’altra auto che, non più disperato ma terrorizzato, corre verso il mio sportello. Arriva e mi fa cenno di uscire, ma gli sorrido serenamente in faccia, alzando le spalle: mi fa male dappertutto e sto cantando, che aspetti due minuti! Il signore insiste e indica il motore mentre cerca di aprire lo sportello prima e di sfondarlo poi. Effettivamente il fumo è aumentato, ma che sarà mai? Continuo a cantare, la canzone sta finendo, davvero, poi proverò a scendere, ok?!

And they spun a web for me

Dal fumo si passa a una lieve fiammella. Il signore la vede, mi fa cenno e mi guarda ancora una volta. Gli sorrido nuovamente e lui comincia ad allontanarsi rassegnato -correndo, è chiaro-voltandosi ogni tanto per vedere se davvero io resterò lì.

And they spun a web for me

E’ probabile che non risolverò questa situazione e anche se l’ho risolta dentro me, nessuno lo saprà mai. L’ultima cosa che ho condiviso col mondo, in particolare con l’altro conducente e le persone che possono aver visto la mia macchina prima che esplodesse, è stato ciò che mi ha portato lì: un rumore assordante.  
And they spun a web for me                                                                                                                              

trouble

01/03/07

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