“Macchiato, per favore”

Quando arriva, il mondo smette di far rumore. Tutto continua ad andare come se niente fosse, ma è come se qualcuno da fuori avesse premuto il tasto MUTE.
Per riuscire ad imporsi, i suoni normali hanno bisogno di sovrastare gli altri; così bisognerebbe urlare per superare la gente che passa e quella che va sedendosi, agendo sempre con un certo frastuono. Eppure lei parla serena, quasi a bassa voce, sicura che io l’ascolterò e ignara del fatto che per farlo non riuscirò a sentire altro.
Quando va via, i suoni tornano al livello normale con il ritmo del suo allontanarsi, e quel silenzio speciale si ritira col passo di lei.
Sbatto due, tre volte le palpebre per svegliarmi e scrollare via quel silenzio di dosso. Sbatto due, tre volte il braccio della macchina per fare uscire il caffè usato e preparare il successivo.

11/02/2012

macchiato, per favore

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