Tranquilli, se lavorano loro…parte 2

Come avevo già detto in precedenza in un altro post, quello del pubblicitario non è il mestiere che stimo di più. (A tal proposito, un errata corrige: la pubblicità della Schweppes poi l’ho sentita in inglese, e aveva un po’ più di senso perché era piena di allusioni, rientrando così nella categoria “sfacciatamente subliminale”. Uma Thurman sembra sempre un transone, ma i guru del marketing hanno fatto il loro lavoro.)

Dicevo…intendiamoci, ci sono dei geni, dei veri propri artisti, che, anche se non comprerai mai l’oggetto della réclame, ti fanno esclamare wow o sorridere; quelli che hanno la trovata geniale per antonomasia e creano il tormentone o lo spot che si diffonde in maniera virale (tra questi, alcuni ci vivono, col marketing virale); e quelli che, con metodi più o meno leali (leggi: pubblicità subliminale e vari altri trucchetti) vuoi o non vuoi te la roba che pubblicizzano te la fanno comprare.
Ma c’è anche un’elevatissima percentuale di incompetenti, e se l’altra volta la prendevo con tono ottimistico, pensando che se lavorano queste persone stupide c’è speranza per tutti, i pastrocchi e le cazzate di questi spot mi hanno fatto un po’ incazzare.

Il primo della lista è quel grandissimo disgraziato che ha pensato bene di sponsorizzare le Fiat con il seguente slogan: e se poi l’Iva aumenta davvero?
Questo simpatico avvoltoio cerca di suggerire il seguente ragionamento: se dovesse aumentare l’iva, da domani la macchina potrebbe costarti 200 euro in più, ammettendo che stia per acquistare una macchina da  ventimila euro (sono molto disinformato sui costi delle auto), quindi in definitiva risparmia questi 200 euro circa e spendine ventimila, magari chiedendo un finanziamento.
Caro pubblicitario Fiat, se dovesse aumentare (ancora) l’Iva Avrei parecchi soldi in meno e mi mangerei avidamente le mani per aver buttato   speso ventimila euro in una macchina.

Al secondo posto non c’è una pubblicità, ma un’intera categoria di pubblicità. Sto parlando del bombardamento di spot di Gratta e vinci, giochi Sisal, siti di poker on line e, da poco, quelli di slot machine on line(!). Siamo con le pezze al culo, quindi a chi non piacerebbe diventare turista per tutta la vita, fare il colpaccio insomma, perché mai cercare un lavoro??
La cosa che mi da più fastidio è la carrellata di vip coinvolti in questa campagna di sciacallaggio, da Miccoli (che forse, con le sue recenti dichiarazioni, ha provato a passare da testimonial dell’Eurobet a quello delle bische clandestine) a un insospettabile Claudio Bisio, a Totti (vabbè su Buffon testimonial pokerstars niente da dire, anzi ci avrei scommesso).
Poi evitiamo di snocciolare i numeri sui dipendenti dal gioco d’azzardo in Italia, dimentichiamoci del fatto che si sono usciti dal cilindro un gioco con estrazioni ogni ora – 13 estrazioni giornaliere, con possibilità di abbonamenti fino a tre giorni, leggi 39 euro, praticamente una mangia-pensioni – non pensiamoci, ché a noi piace vincere facile.
Pensavo in questi giorni di cominciare a boicottare tutti i bar dove ci sono queste macchinette del cazzo.

Chiudo con un appunto su una campagna molto azzeccata, molto simpatica e forse riuscita: quella della coca cola: “Share this coke with”.
Bene, bravi, bis. Ma io credo che questa sia una campagna poco democratica, cosa che la bevanda più famosa del mondo non si può permettere.
Cara coca cola company, va bene che hai inventato il Natale e quindi il tuo marketing è essenzialmente buonista, ma ci sono un sacco di figli di puttana che sono tuoi affezionati clienti e non si sentono rappresentati da questa campagna pubblicitaria.
Io, fossi stato alla Coca Cola, avrei spinto per una campagna più trasversale, in grado di coinvolgere tutti.
Qualcosa come “condividi questa coca cola con L’AMANTE”
o con IL CORNUTO
o con IL PUSHER
o con L’USURAIO

Ma, per fortuna, non è mestiere mio.

 

share a coke

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