La variabile strategica

Come contare e misurare i risultati? Ogni categoria ha le sue variabili critiche di riferimento.
Un attaccante conta i gol; una grande azienda guarda ai profitti o alle quote di mercato; un studente guarda al numero di crediti, la media, le bocciature, e poi valuta come è andato l’anno accademico; un bomber (non calcistico) conta le prede, o i tavoli nei locali; un bimbominkia conta i “mi piace” su facebook; un produttore guarda le vendite.
Forse i viaggiatori contano le mete visitate e i fotografi contano gli scatti degni di nota.

Ma la gente comune, come valuta il proprio anno? Successi o insuccessi, cose da ricordare, lezioni (positive o negative) impartite dalla vita: che cosa si mette sul foglio quando si traccia una linea e si guarda un periodo di tempo, per trarre qualche conclusione sui risultati? Che cosa si faresti vedere a un’ipotetica riunione degli azionisti nel presentare il rendiconto del tuo anno?
Ci sono tanti motivi per cui questo 2013 mi sta piacendo parecchio. In cima alla lista potrei mettere il viaggio e il cambio di scenario che mi aspetta (siamo ben oltre i termini di countdown). Ma potrei anche mettere gli esami universitari, dato che nella mia lunga – troppo lunga – carriera universitaria, 7 (8 se va bene il prossimo) esami in un anno non erano mai capitati. Oppure potrei incentrare tutta la discussione sul mio debole per i numeri dispari, cercando di far filare un improbabile discorso cabalistico per spiegare quanto li ritenga forieri (cazzo che parolaccia, cerchiamo un sinonimo…facciamo latori? e che è, giapponese? niente, oggi mi manca il termine catchy) di cambiamenti. Valla a spiegare, ‘sta specie di cotta/scaramanzia: forse potrebbe aiutare che per il secondo anno dispari di fila grandi cambiamenti si profilano all’orizzonte – oserei dire il terzo, se consideriamo che nel 2009 ho fatto il mio ingresso nella schizofrenica categoria degli studenti-lavoratori (part time, o meglio part week, in nero, senza uno straccio di esperienza o di carriera ma tant’è). Sicuramente è un cerchio che riuscirei a quadrare in qualche modo, se solo fosse l’oggetto del mio discorso.
Perché in cima alla mia classifica immaginaria delle belle cose del 2013 c’è, prima per
distacco, una lista di dischi:

Atoms for peace – Amok
Daft Punk – Random Access Memories
Queens of the stone age – …Like clockwork
Editors – The weight of your love
Travis – Where you stand
Marlene Kuntz – Nella tua luce

Io valuto un anno in base alla musica che esce, qualità e quantità. Probabilmente, alla riunione immaginaria degli azionisti di cui parlavo prima, mi presenterei con uno stereo e qualche disco, e con dei pentagrammi al posto di prospetti contabili, e parlerei di bassline e riffs, invece di stonare la testa con ROI e sostenibilità economico-ambientale.
Per fare qualche esempio dei precedenti cda della mia immaginazione, il 2011 non è per nulla l’anno della mia laurea triennale, o magari della mia emigrazione al Nord, ma l’anno di King of Limbs, ritorno sulle scene dei Radiohead; e l’anno successivo per me è l’anno del concerto di Bologna, chi cazzo se ne frega dei maya?
E così quest’anno sta andando bene perché ogni due mesi ho un bel disco nuovo da imparare a memoria, come ho sempre cercato di fare con i gesti, le espressioni e le curve, ogni volta che mi piace una ragazza.
E deve continuare ad andar bene. A settembre c’è la tappa successiva, il gran finale, con il sogno Erasmus che si avvera, last-minute, nella mia fin troppo lunga esperienza universitaria E io ho un mare di cose ancora da sbrigare che diventa sempre più pressante col restringersi del tempo a disposizione. C’è una lunga serie di incognite per i prossimi 5 mesi, e probabilmente per quelli che seguono, e ci sarebbe da essere eccitati o preoccupati.
Ma io – oltre che stanco, ma quella è l’astinenza prolungata da vacanze- sono tranquillo. Soprattutto perché a Settembre esce il disco nuovo degli Arctic Monkeys, che dai primi singoli promette benissimo, come tutte le voci che mi arrivano su Porto

http://www.youtube.com/watch?v=bpOSxM0rNPMil genio

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