La memoria di Jack

Ogni volta che rileggo uno dei resoconti di questo viaggio meraviglioso, mi rendo conto che ho dimenticato qualcosa. Vado raccogliendo spunti e frasi ovunque, a ogni ora e quasi ogni giorno, ma qualcosa scappa sempre.
C’era uno scrittore che passava lunghissimi periodi on the road, sfondandosi di vita (romantico eufemismo per sintetizzare una lunga e assai apprezzabile lista di vizi), per poi tornare a casa – o prendere una macchina da scrivere da qualche parte – e passare il suo hangover (causato dall’abuso di vita; non solo di alcool, sesso e stupefacenti vari) buttando giù tutto in un’unica stesura.
Non possiedo un millesimo del talento di Jack, ma soprattutto non ho la sua memoria: lui era una cazzo di cinepresa, mentre se io dovessi scrivere tutto quello che c’è da raccontare mi ridurrei in breve tempo a finire gli argomenti e a non averne più di nuovi.

È un compromesso abbastanza semplice, in realtà:  “La vita o si vive o si scrive”, diceva un mio illustrissimo conterraneo, io preferisco non riuscire a raccontarla tutta che raccontare bene la vita di qualcun altro.

jack

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