La carica del 102

L’ultimo esame (sebbene senza libretto cartaceo non sia lo stesso: mancano la foto trofeo e la soddisfazione di usare quel pezzo di carta per l’ultima volta), l’ultimo documento (e con l’erasmus di mezzo non sono stati pochi), l’ultima correzione, dell’ultima frase nell’ultimo rigo dell’ultima pagina dell’ultima (?) tesi.
L’ultimo giro, di nuovo, ci sono già passato.

Questa volta sono stato più veloce, dato che ho finito quasi nei tempi stabiliti.
Quando ho iniziato a ragionare su queste parole ero ancora in Portogallo, volevo fermare alcuni pensieri che mi ronzavano in testa sui ringraziamenti, però ancora di fatto dovevo iniziare a scrivere. Al solito mio, ho iniziato dalla fine. E non avevo minimamente messo in conto che avrei scritto la tesi nel breve lasso di tempo tra il mio ritorno in Italia, e la scadenza massima di Aprile per non andare fuori corso.
Pertanto, quando tutto è finito, mentre esternamente sorridevo appena nel guardare un file che non avrei più toccato su uno schermo di un laptop che ero arrivato ad odiare; internamente provavo la stessa soddisfazione di Hiro Nakamura, quando distorse per la prima volta lo spazio tempo (una cosa così, per intenderci). Troppo stanco per festeggiare, incredulo per il traguardo e desideroso, più che di una grande festa, di ritmi di vita più regolari.

Ad un certo punto mi sono chiesto “li scrivo i ringraziamenti nella tesi?” Sarebbero state le pagine più semplici e piacevoli da scrivere, ma le persone che ho conosciuto in questi due anni quasi tre sono troppe, così come i locali in cui ho lavorato, i compagni di viaggio, gli amici e le amiche di un breve periodo o di una sola sera. E questa volta sono troppe anche le lingue in cui avrei dovuto scrivere i ringraziamenti, visto che la mia avventura si è svolta sotto due cieli lontani, alla facciazza del poeta Orazio, e sulle rive del Ticino e del Douro, il fiume dorato.
Sarebbe stato come scrivere un libro, o un’altra tesi, e di certo non sarei stato in grado di attribuire il giusto peso nella narrazione ad ogni personaggio. Ma ognuno ha aggiunto almeno un rigo in questa storia in cui ho preso con prepotenza le due esperienze che sognavo da una vita: vivere fuori e andare in Erasmus.
Sono tantissime le persone che hanno aggiunto almeno un rigo a questa storia, aiutandomi a chiudere questo capitolo e ad aprire quello nuovo.
Non so ancora cosa succederà adesso, è troppo presto. Ma sicuramente la parte migliore di questa fine è l’imminente inizio. Adesso vedremo se ne è valsa la pena lasciare tutto tre anni fa.

Una cosa la posso scrivere in più lingue possibile, ed è Grazie:
Obrigado, Thank you, Gracias, dziękuję, მადლობა, дзякуй, mulțumesc, danke, hvala, спасибі, merci, děkuji, teşekkürler

la carica del 102 ita

 

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